11 Mag 2012
Michelangelo Spada a Terni





Da UNIVERSITÀ DEGLI STUDI “ROMA TRE” —- VILLE E RESIDENZE DI CAMPAGNA NELL’UMBRIA DEL CINQUECENTO
Tesi di dottorato di GIOVANNA DONADONI
La famiglia Spada compare in campo documentario per la prima volta nel 1308, in un istrumento di pace tra guelfi e ghibellini sottocritto in casa di Giovanni Spada. I figli di Giovanni sono registrati ancora nel 1330 in un elenco di nobili del Consiglio di Cerna; alcuni di questi nomi sono contrassegnati da una croce cerchiata, che, secondo il Lanzi, raccoglitore di testimonianze araldiche ternane, potrebbe segnalare l’appartenenza al partito dei guelfi: Francesco Simonetta, trascrittore del documento, aggiunge nei Cenni genaealogici che seguono a questi nomi che “seguitando tutti i Spada il partito guelfo, furono obbligati a soggiacere agli infortuni della fazione loro, ma dopo il 1500 andarono ripigliando il loro vigore”. Da due alberi genealogici, uno presentato da Paolo Antonio Spada nel 1675 per comprovare la propria nobiltà e uno di Michelangelo pubblicato alla fine dell’Ottocento, oltre che dalla documentazione presente negli archivi della città di Terni, sappiamo che da Matteo, figlio di quel Giovanni ricordato all’inizio, discende Paolo, menzionato nelle Riformanze comunali del 1389, seguito da Fustinello, camerlengo di Terni nel 1389 e capopriore nel 1391, da Uriguccio, capopriore nel 1397 e da Corrado, console dell’arte della lana nel 1449, castellano della rocca di Colleluna nel 1453, capopriore nel 1462; dal suo matrimonio con Anna Pecori nasce Matteo II, notaio, capopriore nel 1463 e ambasciatore presso Pio II; il figlio ser Vittorio, notaio come il padre, è capopriore nel 1506 e conservatore del comune nel 1524. Da ser Vittorio discende ser Silvestro, anche lui notaio, padre di Michelangelo e di Giovanni Girolamo.
Michelangelo nasce nel 1521, come si è detto da ser Silvestro e Bastiana Valenti di Terni; viene avviato agli studi di giurisprudenza a Roma, dove frequenta gli ambienti curiali ed entra in contatto con il cardinale Ciocchi Del Monte; alla sua elezione a pontefice, nel 1550, lo Spada diviene suo coppiere ed ottiene, insieme al fratello Giovanni Girolamo, la signoria del castello di Forano, in Sabina, che tiene in feudo dal 1550 al 1597. Nel 1551 il papa gli concede la cittadinanza romana e, per un anno, il governo di Collescipoli; in seguito ad un prestito di duemilacinquecento scudi d’oro offerto da Michelangelo per sussidio della Santa Sede, il governo sul castello viene esteso per lui e per i suoi eredi, fino alla completa restituzione del credito. Inoltre Giulio III consente allo Spada di apporre le insegne gentilizie della famiglia Del Monte allo stemma familiare e gli conferisce il titolo trasmissibile fino alla terza generazione di conte di Collescipoli. In cambio di altri duemilacinquecento scudi e della rinuncia alla restituzione dei primi, il conte ottiene nel 1553 la giurisdizione perpetua sul castello.
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smilax spadaeana;
smilax pumila



















































































Stemma Spadalonga






























P. Virgilio Spada






2 spade al naturale incrociate punte in alto su troncato di azzurro e di oro – stella (6 raggi) di argento su azzurro (dallo Spreti)













ORAZIO SPADA




rosa di rosso su fascia ondata di argento su rosso – 3 spade di argento guernite di oro poste in banda punta al basso un sull’altra su rosso – 3 gigli di oro posti 2,1 su azzurro in capo (sull’interzato al secondo) – torre di argento posta su monte a 3 cime di verde uscente dalla punta sormontata da – stella (6 raggi) di oro tutto su azzurro.
fasciato di argento e di nero (4pezzi) – l’argento caricato di un leone passante di rosso – 3 monti a 3 cime di verde su banda di azzurro su oro accompagnati da 2 ghirlande di verde legate di rosso poste nel senso della banda su oro in capo.
fasciato di argento e di nero (4pezzi) – l’argento caricato di un leone passante di rosso – 3 monti a 3 cime di verde su banda di azzurro su oro accompagnati da 2 ghirlande di verde legate di rosso poste nel senso della banda su oro in capo (sulla prima partizione) – albero al naturale nodrito sulla vetta di un monte a 6 cime di oro uscente dalla punta tutto su azzurro.






dal sito della Pro Loco di Ruvo di Puglia























