Da Bibliosofia e memorie letterarie di scrittori Francescani conventuali Di Gioanni Franchini
Ma non ci suona all’orecchio, l’Eco tanto glorioso al nome del P. M. Lelio Spada, acclamato dalli anco viventi per huomo di sfera, e di tanto fondo, quanto lo mostrarono i suoi degni operati? Egli fu, che per le Reggenze di Rimini, Siena, Milano, Napoli, & Assisi, facendo nobile corso, su le pedate si sentì seguitato dà sì buona fama, che subito lo impiegarono in governi, prima per più anni in Faenza, poi in Rimini à sollievo di quella casa, che da Lelio hebbe i primi respiri d’aría megliore per vantaggiarsí, e finalmente governando il Convento di Roma li anni 1659 ,1660 , e 1661 , per gran fortuna di quel Convento, in cui agonizando lo stato economico, era ridotto alli ultimi parocismi, non trovando più li Creditori dove li far flebotomía , mentre senza polso, non vi era come cavarcene, onde pericolandosi di qualche sconcio grande, se tardava il rimedio, dal P. Generale Fabretti, li si diede Medico risoluto, che datasi all’ intorno un occhiata, e chiuse subito le fogne, che aperte, essiccavano l’humido radicale , tanto fè, tanto disse, tanto vi si adoprò, che lo sollevò non solo, ma lo lasciò vegeto, e vigoroso con tal incremento di forze, che poi messosí in vantaggio, vi sí è mantenuto con sempre nuovi aumenti. Et i Padri di Roma furono sempre tanto memori dell’ obligatione à questa beneficenza, che quando egli mori in Faenza, con solenne funerale in Roma, ne contestarono cortesemente le obligate memorie, come di più che Padre del loro Convento; e se bene nel terz’anno, egli era fatto Guardiano di Bologna, e di Roma il P. M. Innocenzo Giannotio Bolognese, ad ogni modo il Papa, sentendo li buoni operati in Roma, e che per quel Convento non sí può confermare per terz’anno , volle seguitasse á benefícar quella casa, onde dispensandolo, sí fè cambio, e l’altro restó al governo di Bologna . In questo terz’anno, che fu, come dissí, il 1661 , fu Lelio decorato con il Provincialato d’Inghilterra, e partendo di Roma il P. Masnago per andar á presíedere al suo Capitolo di Milano , Lelio fu istituito Vice-Procuratore dcll’ Ordine ; anzi perche il Masnaghi, quando era per tornare, morì in Milano, Lelio fu fatto Procuratore dell ‘ Ordine , e restó poi anco tale in tutto il triennio seguente, portando la carica con tale suo decoro, che al finirla hebbe 1 ‘indulto Pontificio ( veduto da me ) per l’habilità al Generalato . Tornò a Faenza l’anno 1665, dove molto caro al Vescovo Cardinale Rossetti, & in molta stima della Città , visse gl’ultimi tredicianni di sua vita mortale, passando all’altra il dì 4. Febraio 1678 in età d’anni 68, con devoti, & intieri sentimenti fino all’ultimo respiro, sempre parlando, invocando la divina misericordia, & ordinando egli stesso il trovarsí in questo, e quell’ altro libro, orationi, & eccitationi devote da leggerli à quel gran passo . Fu huomo di vigilanza indefessa ne’ governi, onde tutto per tutto, e tutto à tutti, in tutti i luoghi si trovava, tutto vedeva , & antivedeva. Tenace della disciplina regolare, ma liberale d’atti d’osservanza, in cui era egli il primo. Fu l’ Attila delli abusi, e fu il Faraone persecutore de’ vitij . Hebbe cuor di fuoco, petto di bronzo, testa di marmo, per cozzare con le durezze. Li giovò e più giovò al Convento di Roma: Con l’impavida sua costanza spaventò, e ruppe un potente debitore, che per anni mancando, era stato il principal tracollo del povero Convento; Ma quando vidde il gran Lelio, che assistito per giustitia, e non commosso da certe parlate, era in pronto per farli spiccar Cavalli dalla Carrozza, si lasció tirare a dovere.